Marco Giangrandi,

 

                   fotografo autodidatta dagli anni 80' quando lo zio Mauro, appassionato e cultore delle diapositive,

lo avvicina all' arte della fotografia.

I primi soggetti sono la famiglia, gli amici, le uscite domenicali.

Negli anni successivi abbina alla fotografia la sua seconda passione: la musica.

Le sue immagini mostrano una spiccata e sensibile percezione nel cogliere attimi e situazioni di artisti che si esibiscono

durante concerti e festival, da B.B.King ai Deep Purple, da Lenny Kravitz a Skin, artisti di grande impatto e fama internazionale.

Nel 2008 realizza le fotografie per  il progetto " Quartetto Mansi " 



seguendo la costruzione da parte del liutaio lucchese Fabio Piagentini, di quattro strumenti: due violini, una viola e un violoncello.

 Il progetto dura un anno e mezzo permettendogli di scoprire i segreti dello straordinario lavoro di un liutaio. 

 Dalle Dolomiti, per la scelta del legno,  alla costruzione dei quattro strumenti nella bottega dell' artista, al decoro a mano con i 

 quattro temi del progetto (acqua, aria, terra e fuoco) alle prove con i maestri, fino al concerto in palazzo Mansi.

Sempre con il liutaio Piagentini partecipa alla realizzazione del libro " Legno, musica, amore "  arricchendo con le foto il racconto

della sua vita.

Le immagini del libro permettono la conoscenza di Christopher Franklin, direttore d' orchestra che richiede alcuni scatti da inserire

nel proprio sito.

Crea quindi un portfolio di foto che racconta il lavoro, spesso misconosciuto, del direttore d' orchestra.

Lo segue nella casa lucchese, durante lo studio e l'interpretazione dell'opera " La vedova allegra", al teatro Municipale di Piacenza

durante le prove e la serata ufficiale della prima.